Derviesi Autorità Famiglie e personaggi La popolazione Foto d'epoca | Quaderni Derviesi / Derviesi / Famiglie / Francesco Buzzi, ingegnere(Dervio 22.10.1789 - ? 1839) Notizie tratte da Arrigoni, Notizie storiche della Valsassina e delle terre limitrofe, Milano 1840, pp. 380-1:
Francesco Buzzi, nato in Dervio il 22 ottobre 1789 da Domenico e Caterina Orsoni, nipote al dottor Buzzi di sopra menzionato, dopo aver compiuto l'ordinario corso di studj per la difficile professione di ingegnere architetto, entrò nella carriera dei pubblici impieghi, e nel 1830 venne eletto Aggiunto all'Ingegnere in Capo nell'ufficio delle Pubbliche Costruzioni nella provincia di Bergamo, poi in quella di Milano, da dove ritornò in Bergamo nella qualità di Ingegnere Capo nel 1836. "L'amore allo studio, dice il dotto suo biografo nob. Maironi, formò per tutto il corso della vita del Buzzi la sua passione predominante. La sua mente era dotata di molta perspicacia, e lucidezza, e d'una robustissima memoria, e nudrita assai per tempo alle migliori scientifiche discipline, abbracciò la più estesa e profonda conoscenza delle matematiche, della meccanica, dell'idraulica e dell'astronomia: né furongli straniere la fisica, la chimica, la storia naturale, e massime la mineralogia. Tutti i suoi studj, alternativamente col più esatto ed operoso disimpegno delle incumbenze del suo impiego, occupavano giornalmente molte ore di una vita che egli condusse sempre nel raccoglimento e nel ritiro, in guisa da tenersi ben al fatto, non solamente di tutto ciò che di nuovo e di rimarchevole offriva anche presso le altre nazioni l'esercizio della sua professione in tutte le sue parti eziandio più elevate, ma ben anco dei grandi progressi che in questi ultimi tempi fecero le scienze sue predilette, e dell'ampio sviluppo ricevuto dall'industria nelle primarie e più importanti sue diramazioni (1)." Non pochi bei progetti di strade, ponti, porti lacuali, fabbriche, idrauliche e civili egli compilò e diresse; chiamato a speciali commissioni sopra importanti affari, spesso la sua opinione prevalse. Diversi scritti che ei non si curò di compiere e pubblicare si rinvennero fra le sue carte e fra gli altri: una traduzione delle esercitazione matematiche di Schooten, una memoria sulla infezione dell'aria atmosferica, una sulla formazione delle carte topografiche, una sulla principali cause che contribuirono in Inghilterra al singolare perfezionamento dell'arte di costruire macchine, una sulla meteorologia, una sulla costruzione degli archi a più centri, una sulle figure isoperimetre, e finalmente un trattato delle vetture e delle strade, lavoro utile e nuovo per l'Italia intrapreso poco prima della sua morte avvenuta nel 1839. I suoi funerali venivano onorati dalla presenza di molti magistrati e ammiratori, e sulla tomba ne pronunciava l'elogio il facondo Cesare Correnti (2). (1) Cenni biografici-necrologici pel sig. Francesco Buzzi Ingegnere in Capo della provincia di Bergamo. (2) Allocuzione detta sulla fossa sepolcrale del defunto Ingegnere in Capo sig. Francesco Buzzi, inserta nell'opuscolo succitato.
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