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Quaderni Derviesi / Varie / Unità di misura / Lire, soldi e denariIn epoca romana erano utilizzate varie monete di diversi metalli: bronzo, argento e oro. Anche a Dervio nel 1876 fu rinvenuta presso l'alveo del Varrone una moneta d'oro di Costantino.
A partire da Carlo Magno però il sistema fu rivoluzionato: nell'Impero si stabilirono lira (dal latino libbra), soldo (solidum) e denaro in monete solo d'argento.
Lire e soldi erano monete fittizie dato che venivano coniate solo denari d'argento.
Dopo l'anno Mille, il gran numero di emissioni portò ad un sempre minore contenuto di argento nei denari, fino ad arrivare a ~0,2 g d'argento per denaro. Solo con la lotta tra l'Imperatore Federico I e i comuni lombardi si giunse ad una svolta: tra il 1155 e il 1161 Federico I iniziò a coniare i denarios imperatoris o denari imperiali con poco meno di 0,5 g di argento ognuno, quindi circa il doppio di un denaro milanese. Tale moneta si diffuse e divenne il principale mezzo di scambio.
In questo periodo si perse la proporzione fissa (240 : 1) tra lire e denari: le monete da 1 lira mantennero un valore più o meno immutato, mentre la quantità di argento nei denari continuò a diminuire.
Tra Trecento e Quattrocento un fiorino valeva 768 denari di Milano, dato che in vari contratti si indicava il cambio a 3 lire e 4 soldi di Milano (librarum trium et solidorum quatuor pro quolibet floreno).
Con la Rivoluzione Francese si rese necessario il cambio tra la lira di Milano e il franco (4,5 g d'argento): "Essendosi introdotte in questo Stato delle Monete di Francia che furono fin qui sconosciute [...] ritenendo pertanto che questa Moneta valga cinque Franchi gli è certo ch'ella si può da Noi con tutta sicurezza ricevere per lire sei e mezza nostra Moneta di Milano, giacché tale è la proporzione passa fra la detta Moneta, e lo Scudo di sei Franchi, il quale si spende nel nostro Stato lire sette, e quindici, massime che si è riconosciuto esserne equale il titolo, ossia bontà." (da un manifesto dell'Amministrazione Generale della Lombardia, 5 marzo 1797). Dopo la restaurazione, il 1° novembre 1823 l'Austria modificò l'ordinamento monetario introducendo la lira austriaca (3,9 g d'argento). A partire dal 1° novembre 1857 fu introdotto il fiorino austriaco (11,11 g d'argento) per una unificazione nell'Impero Austro-Ungarico.
In pochi anni l'argento sparì dalle comuni monete e la lira non fu più legata alla libbra. Cfr. G. Cadolini, Prontuario per l'Ingegnere e pel meccanico, Milano 1843; C.M. Cipolla, Le avventure della lira, Il Mulino 2001 |
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