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Lire, soldi e denari

In epoca romana erano utilizzate varie monete di diversi metalli: bronzo, argento e oro. Anche a Dervio nel 1876 fu rinvenuta presso l'alveo del Varrone una moneta d'oro di Costantino.
Il valore di una moneta dipendeva dalla quantità di metallo in essa contenuto:

  asse (o libbra)
  sesterzio (2,5 assi)
  denaro (10 assi o 4 sesterzi)

A partire da Carlo Magno però il sistema fu rivoluzionato: nell'Impero si stabilirono lira (dal latino libbra), soldo (solidum) e denaro in monete solo d'argento.

  denaro
  soldo (12 denari)
  lira (240 denari o 20 soldi)

Lire e soldi erano monete fittizie dato che venivano coniate solo denari d'argento.
La libbra per i romani era pari a circa 327 g mentre in epoca carolingia era pari a circa 390 g d'argento (~409 g a 950 millesimi) ed un denaro conteneva circa 1,6 g d'argento puro.

Col tempo la presenza di argento nei denari andò diminuendo: già nel X sec. la lira era scesa a circa 275 g d'argento (~330 g a 830 millesimi), ma aveva comunque ancora un notevole valore se, con poco meno di una lira (18 soldi e mezzo), nel settembre del 992 Martino, abitante di Dervio, acquistò una casa con cortile da 6 tavole più un piede e mezzo.

Dopo l'anno Mille, il gran numero di emissioni portò ad un sempre minore contenuto di argento nei denari, fino ad arrivare a ~0,2 g d'argento per denaro.

Solo con la lotta tra l'Imperatore Federico I e i comuni lombardi si giunse ad una svolta: tra il 1155 e il 1161 Federico I iniziò a coniare i denarios imperatoris o denari imperiali con poco meno di 0,5 g di argento ognuno, quindi circa il doppio di un denaro milanese. Tale moneta si diffuse e divenne il principale mezzo di scambio.

Ambrogino d'argento (XIIIsec.)Solo nel 1252 perse il primato, con l'introduzione di nuove monete non più solo in argento (come invece stabilito cinque secoli prima da Carlo Magno): Genova e Firenze coniarono il genovino e il fiorino da 3,5 g d'oro.
All'epoca la lira di Milano valeva circa il doppio (7 g d'oro) pari a circa 70 g d'argento, mentre un secolo prima aveva un valore di circa 103 g d'argento.

In questo periodo si perse la proporzione fissa (240 : 1) tra lire e denari: le monete da 1 lira mantennero un valore più o meno immutato, mentre la quantità di argento nei denari continuò a diminuire.

"Imperiale" visconteoBarnabò Visconti nella seconda metà del XIV sec. coniò un monete con la sola iscrizione IMPERIALIS, allora sinonimo di denaro.

Tra Trecento e Quattrocento un fiorino valeva 768 denari di Milano, dato che in vari contratti si indicava il cambio a 3 lire e 4 soldi di Milano (librarum trium et solidorum quatuor pro quolibet floreno).

Grosso o Testone di Galeazzo Maria SforzaGaleazzo Maria Sforza nel 1474 coniò il grosso o testone che rappresentava il corrispondente di 240 denari dell'epoca con poco più di 9 g d'argento. In quel periodo la giornata di un mastro muratore era pagata circa 10 soldi.


La continua diminuzione del valore dei denari (per la sempre minore presenza di argento) portò alla fine a non coniare più denari ma multipli, soprattutto quattrini (pari a 4 denari) e soldini (pari a 12 denari).

Soldo del 1777Nei due secoli successivi (dal Cinquecento al Seicento), durante la dominazione spagnola, il contenuto in argento di una lira scese a 3,9 g; alla fine del Settecento scese a 3,5 g.
Nei registri i valori venivano indicati in modo decrescente: ad esempio un valore di 2:13:7 indicava 2 lire, 13 soldi e 7 denari.

Con la Rivoluzione Francese si rese necessario il cambio tra la lira di Milano e il franco (4,5 g d'argento): "Essendosi introdotte in questo Stato delle Monete di Francia che furono fin qui sconosciute [...] ritenendo pertanto che questa Moneta valga cinque Franchi gli è certo ch'ella si può da Noi con tutta sicurezza ricevere per lire sei e mezza nostra Moneta di Milano, giacché tale è la proporzione passa fra la detta Moneta, e lo Scudo di sei Franchi, il quale si spende nel nostro Stato lire sette, e quindici, massime che si è riconosciuto esserne equale il titolo, ossia bontà." (da un manifesto dell'Amministrazione Generale della Lombardia, 5 marzo 1797).
40 lire di NapoleoneMonete equivalenti al franco francese furono coniate da Napoleone a partire dal 1806, le prime a chiamarsi Lire Italiane.

Dopo la restaurazione, il 1° novembre 1823 l'Austria modificò l'ordinamento monetario introducendo la lira austriaca (3,9 g d'argento). A partire dal 1° novembre 1857 fu introdotto il fiorino austriaco (11,11 g d'argento) per una unificazione nell'Impero Austro-Ungarico.

100 lire di Vittorio Emanuele IICon l'adesione al Piemonte e l'Unità d'Italia, la nuova lira italiana sabauda tornò a contenere 4,5 g d'argento.

In pochi anni l'argento sparì dalle comuni monete e la lira non fu più legata alla libbra.


Cfr. G. Cadolini, Prontuario per l'Ingegnere e pel meccanico, Milano 1843; C.M. Cipolla, Le avventure della lira, Il Mulino 2001


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