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Quaderni Derviesi / Varie / Calendari e date / Calendario giulianoL'antico calendario Romano era molto complicato e richiedeva che i pontefici decidessero quali giorni fossero da aggiungere o togliere per rimanere allineati con le stagioni. Per evitare problemi sulla veridicità dei calcoli, Giulio Cesare abolì l'uso dell'anno lunare e del mese intercalare e regolò l'anno civile solo sul sole. Col consiglio ed assistenza di Sosigene, portò la lunghezza dell'anno a 365,25 giorni e decretò che ogni quarto anno dovesse avere 366 giorni e gli altri anni 365. Per ripristinare l'equinozio di primavera al 25 marzo, ordinò di inserire due mesi straordinari tra novembre e dicembre dell'anno in corso: il primo di 33 ed il secondo di 34 giorni. L'anno in quell'occasione ebbe in tutto 445 giorni e fu detto "anno della confusione". Il primo anno del calendario giuliano cominciò col 1 gennaio dei 45 a.C. e anno 708 dalla fondazione di Roma. Venne in parte modificato e riformato nell'anno 8 a.C. Il giorno supplementare per ogni quarto anno fu dato a febbraio, essendo il più corto, ed inserito tra il 24 e 25. Febbraio che ha poi ventinove giorni, il 25 era il 6° dalle calende di marzo, sexto calendas; il precedente che era il supplementare o giorno intercalare fu chiamato bis-sexto calendas, e da ciò deriva il termine bisestile per l'anno di 366 giorni. Anche adesso il giorno intercalare è aggiunto a febbraio, ma come i 29. Nel calendario giuliano l'anno tropicale è circa 365.25 giorni, con un errore di 1 giorno in approssimativamente 128 anni. La regola non fu seguita nei primi anni dopo l'introduzione del calendario nel 45 a.C.: per un errore fu considerato bisestile un anno ogni 3: 45 a.C., 42 a.C., 39 a.C., ..., 15 a.C., 12 a.C., 9 a.C. Non ci furono anni bisestili tra il 9 a.C. e 8 d.C. per decreto dell'imperatore Augustus. Furono bisestili tutti gli anni multipli di 4, a partire da 8 d.C. compreso. La settimena di sette giorni fu presentata dall'Imperatore Costantino I nel IV sec. d.C. Attorno al 523 d.C., il cancelliere papale, Bonifatius, chiese al monaco Dionysius Exiguus (Dionigi il Piccolo) di trovare un modo di inserire nell'uso comune le regole approvate nel Concilio di Nicea (Regole Alessandrine). Dionigi il Piccolo era un monaco della Scythia e suo compito era preparare i calcoli delle date della Pasqua. Allora si usava contare gli anni di regno dell'Imperatore Diocleziano, ma Dionigi decise di iniziare il conto dall'incarnazione di Cristo. Fissò erroneamente l'incarnazione in corrispondenza del 25 marzo 753 ab urbe condita (non si sa in che modo effettuò il calcolo): il 25 marzo (Festa dell'Annunciazione) fu definito come inizio dell'anno e il 25 dicembre come giorno della nascita di Cristo. Lo spostamento al 1° gennaio come inizio dell'anno avvenne in epoche diverse nelle diverse nazioni. L'accumulo di errori portò nel 1582 all'adozione del calendario gregoriano. Cfr. A. Cappelli, Cronologia, Cronografia e Calendario perpetuo, 1998, 7a ediz. |
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