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Quatràs o Brüch

Interessante barca da lavoro adatta all'ambiente dove veniva utilizzata. È l’imbarcazione tipica dell’Alto Lario e più precisamente tra il laghetto di Novate Mezzola e gli sbocchi nel Lago dei fiumi Adda e Mera.

È una barca essenziale di forma quasi rettangolare (da cui il nome quattro assi), utilizzata per pesca o trasporto in acque calme con fondi paludosi. Questa piccola barca senza chiglia era costruita in meno di una settimana. Non aveva dimensioni prestabilite, ma era di circa quattro metri di lunghezza per una larghezza di un metro e settanta.

Era costruita partendo dal fondo, la cui lieve curvatura (inselidüra) si otteneva con metodi diversi: ad es. le tavole erano appoggiate sopra a cavalletti, caricate con dei pesi e si accendeva sotto un fuoco.

Erano poi posizionate le traverse per dare consistenza al fondo, si applicavano poi gli specchi di prua e di poppa ed infine si sistemavano le fiancate; il tutto era fissato con quattro o sei ordinate (pescìn).

Il legno utilizzato era castagno e si utilizzavano chiodi quadri in ferro dolce; oggi invece il fondo è in larice e le fiancate di abete, mentre i chiodi sono di rame. La conservazione dello scafo era assicurata spalmandolo ogni anno con olio di catrame in primavera.

La semplicità di realizzazione e il basso costo ne hanno permesso la sopravvivenza fino ai nostri giorni.

La manovra era di due tipi: in acque basse e paludose, tra canneti e fondali sabbiosi, con un palo per far forza sul fondale e spingersi avanti; in acque più profonde con la spinta di due remi e si remava in piedi, guardando verso prua.

In caso di necessità, grazie alla maneggevolezza dello scafo, la manovra poteva avvenire con una sola mano, lasciando libera l’altra per il lavoro; ciò ne faceva una barca idonea anche ad un solo pescatore.

Gli scalmi erano in origine costituiti da due semplici pioli di legno affiancati, tra i quali venivano posti i remi, tenuti in posizione da uno stoppo in cordame.

La poppa aveva il fondo lievemente rialzato, per ovviare all’effetto dei vortici durante la vogata.

I colori maggiormente utilizzati erano il nero di pece, ma anche il grigio ed il verde scuro perché permettevano un buon mimetismo.


Adattamento da Fabrizio Albarelli, Sòstre e sepultòn. Uomini, strumenti, mestieri nella costruzione di barche a remi sul Lago di Como, 2000


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