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SETTEMBRE 2011
PEDUNCOLO: OK DAL CONSIGLIO AL PROGETTO PRELIMINARE,
ORA LA PROVINCIA DOVRA’ SVILUPPARE LE FASI SUCCESSIVE
Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29 settembre 2011, ha dato l’assenso all’unanimità al progetto preliminare predisposto dalla Provincia
per il cosiddetto “peduncolo”, cioè
il nuovo collegamento tra lo svincolo della superstrada e la strada provinciale a lago. La soluzione progettuale
proposta dalla Provincia riutilizza la strada già esistente, opportunamente modificata, immettendosi sulla strada provinciale a lago con una rotonda per la cui costruzione si prevede
l’abbattimento della casa cantoniera.
Il viadotto a picco sul lago, previsto
da una precedente versione del progetto con effetti ritenuti troppo impattanti sul nostro paesaggio, è stato
evitato con il ricorso a una pendenza della strada leggermente superiore. Lo scorso anno il Comune si era
infatti preso carico dello sviluppo di
una proposta tesa a limitare l’impatto
ambientale nella zona a lago, tenendo
ben presente le particolari problematiche di tipo tecnico e i limiti di tipo
economico. Questo studio di fattibilità era stato quindi consegnato alla
Provincia, che lo ha potuto utilizzare
come base su cui ha sviluppato l’attuale proposta. I costi di realizzazione calcolati dalla Provincia rientrano
nei fondi a disposizione (5 milioni
di euro). Il progetto è stato trasmesso al Comune verso la fine di maggio, e con grande impegno da parte
dell’Amministrazione Comunale è
stato sottoposto in poche settimane
ad una prima valutazione da parte
degli organi consultivi comunali e
portato all’attenzione del Consiglio
Comunale all’inizio di agosto, dove
all’unanimità è stato dato un assenso al progetto preliminare proposto.
In tale occasione sono state segnalate
alla Provincia alcune problematiche
affinché possano essere approfondite
nelle successive fasi che dovranno portare al progetto definitivo. Per alcune
di queste indicazioni la Provincia ha
confermato che il progetto ne sta già
tenendo conto, per altre ha considerato opportuno che vengano sviluppate nelle successive fasi progettuali,
e per altre ancora ha ritenuto che non
se ne possa far carico direttamente.
Il 27 settembre si è tenuto un incontro presso la Provincia, al quale hanno partecipato anche i capigruppo
di tutti i gruppi consiliari, per concordare ulteriori passaggi di natura
più tecnica, quali l’inserimento della nuova soluzione all’interno dello
strumento urbanistico e la possibilità
del l ’IVA agevolata al 10%. Dopo soli
due giorni il Consiglio Comunale,
sempre all’unanimità, ha infine adottato una nuova delibera che riprende
la precedente e definisce in modo più
dettagliato queste richieste di tipo
tecnico. A questo punto la Provincia
è nella condizione di poter approvare
il progetto preliminare e di presentarlo alla Sopraintendenza per i beni architettonici e il paesaggio ed agli altri
enti competenti sull’argomento, perché possano fare le loro valutazioni
e richiedere eventuali integrazioni o
modifiche, per poter successivamente
sviluppare nei dettagli del progetto
definitivo. Il Comune di Dervio non
ha quindi la responsabilità diretta del
progetto, che è nelle mani della Provincia e degli altri enti sovraccomunali competenti per i relativi pareri.
Dal 13 novembre 2008, quando il
Comune ricevette la prima versione
del progetto preliminare da parte della Provincia, sono trascorsi quasi tre
anni: solo 5 mesi sono stati utilizzati
dall’Amministrazione Comunale per
valutare ed esprimere le proprie considerazioni sui progetti ricevuti, ottenendo tra l’altro il grande risultato
di evitare la soluzione impattante del
viadotto a picco sul lago. Il Comune
ha quindi fatto la propria parte, in
tempi brevi, per permettere alla Provincia di andare avanti con le successive fasi progettuali. Ora attendiamo
i successivi passaggi, di competenza
della Provincia stessa, per conoscere
come e quando questo progetto lungamente atteso possa essere presentato nella sua veste definitiva.
CRONISTORIA RECENTE DEL PROGETTO DEL PEDUNCOLO
NOVEMBRE 2008
La Provincia trasmette al Comune il primo progetto preliminare per il “peduncolo”, con parziale sviluppo in galleria
MARZO 2010
La Provincia comunica che i costi previsti superano i fondi disponibili, e
propone una soluzione alternativa con un viadotto a picco sul lago lungo
70 metri e alto 17
GIUGNO 2010
Il Consiglio Comunale presenta alla Provincia uno studio di fattibilità che
dimostra la possibilità di eliminare il viadotto ritenuto troppo impattante
MAGGIO 2011
La Provincia trasmette al Comune un nuovo progetto preliminare che recepisce lo studio di fattibilità e non prevede più il viadotto a picco sul lago
AGOSTO 2011
Il Consiglio Comunale dà il proprio assenso al progetto preliminare affinché la Provincia possa sviluppare le successive fasi progettuali
SETTEMBRE 2011
Il Consiglio Comunale avvia le procedure per la compatibilità urbanistica:
l’iter del progetto è ora di competenza della Provincia stessa
GIUGNO 2011
PER IL PEDUNCOLO UN NUOVO PROGETTO DALLA PROVINCIA
A metà maggio abbiamo ricevuto il nuovo progetto preliminare per il collegamento
tra lo svincolo della superstrada e la provinciale a lago (il cosiddetto “peduncolo”),
elaborato dalla Provincia di Lecco come
previsto dalla convenzione sottoscritta nel
2008 tra Ministero dei Lavori Pubblici,
Regione, Provincia, ANAS e Comune di
Dervio.
Il 22 giugno 2010 il Consiglio Comunale
aveva approvato all’unanimità il risultato
di uno studio di valutazione ambientale
che chiedeva di individuare un nuovo
progetto, con la volontà di sbloccare un
problema da tempo dibattuto senza che
venisse trovata una soluzione accettabile.
Poco più di un anno fa la Provincia aveva
infatti appena accantonato la soluzione
che era stata fino ad allora considerata,
in quanto con l’applicazione dei prezzi
utilizzati dall’ANAS sarebbe risultata eccessivamente costosa rispetto alle risorse
finanziarie disponibili dalla convenzione. In alternativa aveva proposto una
soluzione che prevedeva l’allargamento
della strada di cantiere esistente fino alla
linea ferroviaria, superata con un viadotto lungo 70 metri a 5 campate, alte fino
a 17 metri, che sarebbe stato costruito a
picco sul lago vicino alla casa cantoniera. Questa ipotesi avrebbe presentato un
impatto ambientale inaccettabile per la
sponda del lago, e pertanto si era deciso di
ricercare una nuova soluzione. Il Comune aveva allora incaricato l’ingegnere lecchese Arturo Montanelli (membro della
commissione ministeriale per la valutazione dell’impatto ambientale dei progetti di strade e autostrade) di effettuare
la valutazione ambientale di un tracciato
alternativo, che era stato poi inviato alla
Provincia perché fosse trasformato in un
progetto completo.
L’Amministrazione Comunale ha quindi
assunto un ruolo propositivo nell’indirizzare i contenuti del progetto e nel guidare
l’inserimento paesaggistico dell’infrastruttura, dando un preciso input affinché si cercasse di migliorare l’impatto
dell’opera sul versante a lago, che appare ora meno evidente rispetto all’ipotesi
precedente. Il nuovo progetto riutilizza
la strada già esistente, opportunamente
modificata, immettendosi sulla strada
provinciale a lago con la stessa rotonda già
prevista dal progetto precedente, e per la
cui costruzione si prevede l’abbattimento
della casa cantoniera. Il viadotto a picco
sul lago è stato evitato con il ricorso a una
pendenza della strada leggermente superiore. I costi di realizzazione sono stati
calcolati e rientrano nei finanziamenti a
disposizione (5 milioni di euro).
In pochi giorni c’è già stato un primo contatto con la Sopraintendenza per i beni
architettonici e per il paesaggio, che dovrà
valutare l’inserimento dell’infrastruttura
nel paesaggio lacustre. Le ulteriori fasi
progettuali dell’opera dovranno infatti
prendere in attenta considerazione il contesto ambientale e paesaggistico in cui si
va ad inserire, attivando gli strumenti di
mitigazione ambientale necessari a ridurre le conseguenze negative sull’ambiente,
così come, compatibilmente con le risorse
disponibili, dovrà essere posta attenzione
al nucleo di Chiari in modo tale da minimizzare le interferenze con l’abitato.
In attesa dei riscontri da parte della Sopraintendenza stiamo approfondendo nel
dettaglio gli elaborati che ci sono stati
presentati, su cui verrà coinvolto anche
il Consiglio Comunale, per poter dare in
tempi ragionevoli una risposta alla Provincia su un progetto che dovrà comunque continuare il proprio iter per essere
valutato anche dagli enti sovracomunali
competenti. Gli elaborati sono esposti al
pubblico all’albo comunale al piano terra
del municipio.
GIUGNO 2010
VIA LIBERA A UN PROGETTO MENO IMPATTANTE PER IL PEDUNCOLO
Il 22 giugno 2010 il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità uno
studio di valutazione ambientale
che individua una nuova proposta
per il collegamento tra lo svincolo
della superstrada e la provinciale
a lago, il cosiddetto “peduncolo”,
con la volontà di sbloccare un problema da tempo dibattuto senza
che finora sia stata trovata una soluzione accettabile per tutti.
La Provincia di Lecco ha tra i
propri programmi la realizzazione di quest’opera a seguito della
convenzione sottoscritta nel 2008
tra Ministero dei Lavori Pubblici,
Regione, Provincia, ANAS e Comune di Dervio. Il Consiglio Comunale ha ribadito la necessità del
peduncolo in un’ottica di viabilità
sovracomunale e come completamento del minisvincolo esistente,
che by-passando l’attuale viabilità
interna al centro storico consentirebbe al traffico pesante di avere
un percorso alternativo fuori dal
centro abitato e un’efficace possibilità di sfogo del traffico della
superstrada nel caso di chiusura
del tratto che interessa Dervio.
Alcuni mesi fa la Provincia aveva
accantonato la soluzione finora
proposta e che prevedeva un parziale sviluppo in galleria, perché
con l’applicazione dei prezzi utilizzati dall’ANAS risultava eccessivamente costosa rispetto alle
risorse finanziarie disponibili con
la convenzione.
In alternativa aveva proposto una
soluzione che prevedeva l’allargamento della strada di cantiere
esistente fino alla linea ferroviaria, superata però con un viadotto
lungo 70 metri a 5 campate, alte
fino a 17 metri, che sarebbe stato posizionato a picco sul lago in
prossimità della casa cantoniera.
Questa soluzione presentava però
un impatto ambientale che da
subito abbiamo considerato inaccettabile per la sponda del lago, e
che quasi con certezza non sarebbe stato comunque accettato dagli
organi sovracomunali competenti
dal punto di vista paesaggistico, e
pertanto abbiamo chiesto di ricercare una nuova proposta progettuale.
Visto che la Provincia non aveva
le disponibilità economiche per
procedere alla valutazione di altre
ipotesi, il Comune di Dervio ha
quindi incaricato l’ingegnere lecchese Arturo Montanelli (membro
della commissione del Ministero
dell’Ambiente per la valutazione
dell’impatto ambientale di strade ed autostrade) di effettuare la
valutazione ambientale di un tracciato alternativo.
L’Ammini s t r a z ione Comuna le ha
assunto in questo modo un ruolo propositivo per indirizzare i
contenuti del futuro progetto e il
relativo inserimento paesaggistico, migliorando in modo ritenuto
soddisfacente l’impatto della parte finale dell’opera sul versante a
lago.
Lavorando in piena collaborazione con i tecnici della Provincia,
l’ing. Montanelli in soli due mesi
è riuscito ad approfondire la valutazione ambientale del nuovo
tracciato. Grazie all’utilizzo di un
modello di simulazione al computer, nel quale sono stati inseriti i
dati relativi alla reale conformazione del terreno, ed all’inserimento dell’opera nel territorio con
un rendering fotograf ico, lo studio
ha messo in evidenza la possibilità
di ricavare una diversa soluzione.
È decisamente meno impattante
in quanto riutilizza la strada di
cantiere esistente, opportunamente modificata, immettendosi sulla provinciale a lago con la stessa
rotonda già prevista dal progetto
che comprendeva la galleria, e che
conferma il sacrificio della casa
cantoniera. Non c’è quindi più
traccia del lungo viadotto a picco sul lago, evitato con il ricorso
a una pendenza della strada leggermente superiore, e l’impatto
ambientale è sicuramente molto
minore rispetto alla soluzione precedente.
Per quanto riguarda i costi, pur
non potendoli calcolare in modo
preciso fino a quando non sarà
stato predisposto un vero e proprio progetto, da una stima effettuata con i criteri utilizzati finora
dalla Provincia non dovrebbero
superare quelli delle soluzioni precedentemente proposte.
Ora lo studio verrà quindi trasmesso ufficialmente alla Provincia che, in base al la convenzione, è
incaricata della progettazione esecutiva. Il progetto dell’opera dovrà
inoltre prendere in attenta considerazione il contesto ambientale e
paesaggistico in cui si va ad inserire, avendo cura di attivare tutti gli
strumenti di mitigazione necessari
per ridurre le conseguenze negative sull’ambiente. Compatibilmente con le risorse disponibili, dovrà
essere posta particolare attenzione al nucleo abitato di Chiari in
modo tale da minimizzare le interferenze con le case esistenti, e
opportunamente ristudiata la rotonda in uscita dallo svincolo. Lo
studio di valutazione ambientale
non poteva avere tra i suoi obiettivi l’analisi di questi aspetti, che
solo un progetto completo può
affrontare, ma ha avuto il grande
merito di scongiurare l’ipotesi impattante del viadotto sulla riva del
lago.
L’Amministrazione Comunale si
è quindi posta l’obiettivo di chiudere positivamente questa annosa
questione, collaborando con gli
enti superiori ma ricercando responsabilmente una soluzione che
salvaguardi il territorio, e possiamo ritenerci soddisfatti di aver
trovato in poco tempo un’ipotesi
molto meno impattante per quest’opera, che non è di competenza
comunale ma i cui effetti ricadono
ovviamente sul nostro territorio.
LUGLIO 2008
ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER IL PEDUNCOLO DI COLLEGAMENTO TRA LA SUPERSTRADA E LA PROVINCIALE 72
Il “peduncolo” di collegamento
tra lo svincolo della superstrada
e la provinciale a lago ha riempito
in questi mesi le pagine dei
giornali con proposte e prese di
posizione dei soggetti più diversi,
e l’agenda degli amministratori
locali con decine di riunioni
che non hanno f inora sbloccato
la situazione.
L’opera ha la funzione di deviare
dal centro paese il traff ico della
superstrada 36 in uscita dallo
svincolo, del quale è il logico
completamento, ed è pertanto
di competenza sovracomunale,
stabilita da una convenzione tra
più enti con diverse competenze:
il finanziamento è a carico
del Ministero dei Lavori Pubblici,
la progettazione compete alla
Provincia di Lecco, l’ANAS deve
appaltare i lavori e il Comune di
Dervio ha solo dovuto recepire
l’opera nel proprio strumento
urbanistico. A disposizione ci
sono 5 milioni di euro, derivanti
sostanzialmente dalla Legge
Valtellina e dai fondi per il rifacimento
della galleria “Monte
Piazzo” della superstrada.
Per comprendere l’attuale situazione
bisogna fare un po’ di
cronistoria. Qualche anno fa la
Provincia ha effettuato uno studio
di fattibilità per confrontare
diverse ipotesi, alcune delle
quali sono poi state scartate per
motivi tecnici (soprattutto le
eccessive pendenze) che ne impediscono
la realizzazione. Le
soluzioni rimaste presentano un
impatto ambientale più o meno
accentuato, quasi sempre per la
necessità di costruire imponenti
viadotti o cavalcavia per superare
la ferrovia. Non è mai stato
possibile però verif icare questo
impatto nel dettaglio in quanto
nessuna delle soluzioni ipotizzate
è stata poi sviluppata con un
progetto, tranne quella tuttora
inserita nel nuovo Piano di Governo
del Territorio comunale
con un tracciato quasi completamente
in galleria, un minimo
impatto ambientale ma un costo
di 6,9 milioni rispetto ai 5 milioni
previsti dalla convenzione,
con una differenza che nessuno
è in grado di f inanziare. La Provincia
di Lecco ha poi effettuato
un’ulteriore rivalutazione dei
costi di questa soluzione, utilizzando
il prezziario dell’ANAS,
che ha fatto lievitare il preventivo
a 9,2 milioni, ma è anche
vero che proprio questi prezzi
così alti determinano poi nelle
gare d’appalto dei ribassi d’asta
consistenti: nel recente appalto
per la galleria “Monte Piazzo” è
stato offerto ben il 47,8% di ribasso.
Se, come invano avevamo
chiesto, i lavori del peduncolo
fossero stati accorpati a quelli
della “Monte Piazzo”, col 47,8%
di ribasso il costo della strada
sarebbe stato di 4,8 milioni, i 5
milioni disponibili nella convenzione
sarebbero bastati e a breve
ci saremmo trovati il peduncolo
costruito in galleria. Ma così
non è stato, per decisione degli
enti superiori, anche perchè inizialmente
la nuova Amministrazione
Provinciale aveva tolto il
peduncolo dai propri programmi.
Ora la Provincia ci propone
un’ipotesi a costi inferiori ma
con un impatto tutto da verif icare.
E’ per questo che, d’accordo
con tutti i gruppi presenti in
Consiglio Comunale, vogliamo
approfondire questa soluzione
e verif icarne ogni possibile miglioramento
a livello ambientale,
con la responsabilità condivisa
di ricercare una soluzione che
salvaguardi il nostro territorio.
La soluzione proposta dalla Provincia
prevederebbe l’allargamento
della strada di cantiere
esistente fino alla linea ferroviaria,
superata con un viadotto
lungo 70 metri a 5 campate
posizionato a picco sul lago in
prossimità della casa cantoniera:
non essendo mai stata verif icata
a livello progettuale non si può
comprendere con chiarezza quale
impatto ambientale possa avere
un’opera così imponente.
Avevamo proposto già tempo fa
alla Provincia di valutare il progetto
con un rendering (cioè una
simulazione al computer che lo
inquadri rispetto al territorio
circostante): la Provincia vi ha
però rinunciato per mancanza
di fondi e allora il Comune di
Dervio ha proposto di accollarsi
l’onere di questa valutazione,
che riteniamo davvero necessaria
visto che l’opera ricade sul
nostro territorio.
Abbiamo quindi contattato l’ingegner
Arturo Montanelli, membro
della commissione del Ministero
dell’Ambiente per la valutazione
dell’impatto ambientale
di alcune strade e autostrade di
interesse nazionale, e consulente
nella progettazione di diverse
nuove strade lombarde.
In piena collaborazione coi tecnici
della Provincia, l’ing. Montanelli
avrà il compito di costruire
un modello informatizzato per
la valutazione ambientale della
strada, utilizzando dati già in
possesso della Provincia ma che
non sono stati f inora utilizzati.
Proprio per questo prevediamo
che i tempi possano essere circoscritti
ad alcune settimane.
Questo lavoro dovrebbe permettere
di valutare l’inserimento di
questa o altre soluzioni, e di individuare
eventuali modif iche
che possano migliorare il risultato
finale in termini di impatto
sul territorio, effettuando una
stima dei costi con gli stessi criteri
utilizzati finora dalla Provincia.
Il Comune di Dervio si è quindi
posto l’obiettivo di chiudere
questa annosa questione, facendosi
promotore in modo responsabile
presso gli enti superiori di
un approfondimento delle soluzioni
che salvaguardino quanto
più possibile il nostro territorio.
IL PARERE DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL PEDUNCOLO
Nella seduta del 5 luglio 2008 il Consiglio Comunale ha espresso il proprio parere sullo studio di fattibilità delle soluzioni progettuali per la realizzazione del cosiddetto “peduncolo di collegamento” tra il minisvincolo di Dervio della Superstrada 36 e la Provinciale 72, che rientra nei programmi della Provincia di Lecco e che abbiamo diffusamente approfondito sul numero di aprile 2007 del periodico comunale DervioInforma.
Tale opera, pur considerata importante per la riduzione del traffico veicolare dal centro del paese da e per il suddetto minisvincolo, richiede particolare cautela nella fase di progettazione per quanto attiene la scelta di inserimento ambientale del tracciato prescelto. A tale fine, a più riprese, l’Amministrazione Comunale ha invitato la Provincia a presentare uno studio di fattibilità che individuasse i possibili tracciati onde verificarne le criticità circa l’impatto ambientale ed il sistema viabilistico, e rendere più idonea per il territorio derviese la scelta della soluzione finale.
A tutela degli interessi della collettività derviese si è anche costituito un comitato di cittadini per sensibilizzare i diversi organismi preposti alla scelta della soluzione progettuale finale.
La Provincia, nell’estate del 2005, ha condiviso con il Comune di Dervio un percorso di verifica circa la scelta della soluzione progettuale, con la condivisione anche da parte del comitato di cittadini; per tale motivo la Provincia ha affidato alla Società TAU di Milano l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità volto ad individuare tutti i tracciati possibili dell’opera ed elencarne le criticità dal punto di vista ambientale e viabilistico.
Viste le diverse soluzioni progettuali proposte dalla Provincia e valutate per ognuna le criticità dal punto di vista urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico, e ritenuto di dover esprimere un proprio parere, da inviare alla Provincia, circa la soluzione progettuale più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, si è espresso l’assenso alla soluzione progettuale contraddistinta dalla sigla A3 VAR con otto voti favorevoli del gruppo di maggioranza e due voti contrari del gruppo di minoranza Delphum, invitando la Provincia a tener debitamente conto di queste valutazioni. Il pronunciamento del Consiglio Comunale non rappresenta comunque una pregiudiziale all’eventuale rivisitazione della soluzione progettuale da parte della Provincia, con l’impegno a riportare in Consiglio l’espressione di un nuovo parere nel caso in cui la Provincia dovesse provvedere a nuovi approfondimenti delle soluzioni progettuali.
Il parere del gruppo di maggioranza Costruiamo Insieme
Dopo aver analizzato in modo approfondito le varie soluzioni che la Provincia, quale committente dell’opera, ha sviluppato, si ritiene che la scelta debba tenere conto innanzitutto dell’impatto ambientale: alcune soluzioni presentano un impatto eccessivo per la presenza di viadotti di notevole altezza e lunghezza che si renderebbero necessari per scavalcare la ferrovia o per collegare tratti di strada da costruire ex novo, visibili anche da lontano e ovviamente non mitigabili con interventi di inserimento ambientale, nonché di muraglioni di notevole altezza che arrecherebbero un impatto visivo ed un disturbo ad un numero notevole di abitazioni; diverse soluzioni determinano inoltre il danneggiamento e la compromissione di aree di territorio ancora integro, in quanto prevedono la realizzazione di tracciati completamente nuovi; alcune soluzioni sono inaccettabili tecnicamente perché presentano pendenze che superano gli standard tecnici previsti, costringendo ad allungarne i tracciati per mitigarne le pendenze e determinando così altre problematiche di impatto ambientale.
La nostra scelta è caduta sullo studio di fattibilità contraddistinto dalla sigla A3VAR (quella in zona Casa Cantoniera, con l’interramento nell’abitato di Chiari e senza viadotti) per le seguenti motivazioni:
• l’utilizzo per gran parte del tracciato di una strada di cantiere già esistente, quindi con una minore occupazione di territorio rispetto alla costruzione di una nuova strada prevista da altre soluzioni progettuali;
• una minore invasività nei confronti delle abitazioni esistenti, considerato che tale soluzione prevede nel tratto di Chiari una galleria sotto l’attuale strada per evitare alle tre abitazioni adiacenti alla strada i disagi che avrebbe comportato l’attraversamento a raso, e non interferisce con nessuna altra abitazione come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• nessuna problematica di tipo tecnico relativa alle pendenze ed all’andamento del tracciato, come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• possibilità di mitigare l’inserimento ambientale, nelle parti più esposte, con un’apposita piantumazione da prevedere tra i tornanti previsti da questo tracciato, mentre ovviamente nessuna mitigazione ambientale è possibile per le soluzioni progettuali che prevedono viadotti;
• localizzazione della rotatoria di innesto in una zona dove è presente un numero inferiore di abitazioni già esistenti, e quindi minore disagio conseguente rispetto ad altre soluzioni;
• una distanza minima rispetto alle altre soluzioni per quanto riguarda il decentramento rispetto all’asse verticale del paese: in questa soluzione la rotatoria di innesto si discosta di circa 200 metri da quella proposta per altre soluzioni, una distanza quindi del tutto trascurabile per chi dovrà percorrere il peduncolo di collegamento;
• la necessità che tale opera serva non soltanto i Derviesi ma anche chi si deve spostare verso nord.
La soluzione scelta è quella che, anche secondo i tecnici incaricati per lo studio preliminare, presenta rispetto a tutte le altre soluzioni prospettate il minor livello di criticità per ognuno dei singoli criteri di valutazione che riguardano l’aspetto urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico.
E’ inoltre l’unica per la quale sia stato possibile ridurre le criticità rispetto alla sua formulazione iniziale (prevedendo la galleria interrata a Chiari per non danneggiare le abitazioni vicine ed eliminando l’unico tratto inizialmente previsto su viadotto) mentre le altre soluzioni presentano criticità non superabili tecnicamente oppure superabili solo a prezzo di un peggioramento dell’impatto ambientale (ad esempio le pendenze eccessive si eliminano solo con allungamenti del tracciato che portano però ad una maggiore criticità ambientale per la necessità di costruire dei viadotti).
Il parere del gruppo di minoranza Delphum
Il gruppo di minoranza Delphum ha rimarcato come nell’ultima assemblea pubblica tenutasi a Dervio sulla questione “peduncolo” si sia fatto un passo indietro in termini di chiarezza espositiva rispetto alla riunione tenutasi a Lecco qualche mese prima alla presenza dei tecnici della Società T.A.U., e che la scelta progettuale sostenuta dalla maggioranza presenta diversi limiti quali la non centralità rispetto al nucleo del paese con conseguente minor utilizzo da parte dell’utenza formata da cittadini derviesi. Emerge quindi la preoccupazione di un’opera utile solo in caso di emergenza dovuta alla chiusura della galleria di Piazzo sulla S.S. 36 e non rispondente alle esigenze del paese; l’opera inoltre risulta molto impattante per quanto riguarda soprattutto la prevista rotatoria di raccordo con la S.P. 72. Anche il sottopasso in località Chiari presenta delle problematiche costruttive legate alla presenza di numerosi sottoservizi ed inoltre il tracciato prospettato quale possibile soluzione progettuale creerebbe problemi di innesto con l’esistente rotatoria del minisvincolo che andrebbe a questo punto riprogettata. Per tali motivi la scelta auspicata dal gruppo di minoranza, come più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, risulta quella denominata A1 (quella in zona Feldspato con sovrappasso o sottopasso alla ferrovia) che consentirebbe di collegare la zona nord del paese in via Diaz alla nuova rete viabilistica senza gravare, in termini di traffico, sul centro del paese. Tale soluzione inoltre risulta sostenuta da centinaia di cittadini derviesi che hanno sottoscritto una petizione in tal senso. In conclusione si invita la maggioranza a ponderare bene la scelta che si sta effettuando in quanto la stessa potrà segnare il futuro del paese.
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