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IL PARERE DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL PEDUNCOLO DI COLLEGAMENTO TRA LA SUPERSTRADA E LA PROVINCIALE 72

Nella seduta del 5 luglio il Consiglio Comunale ha espresso il proprio parere sullo studio di fattibilità delle soluzioni progettuali per la realizzazione del cosiddetto “peduncolo di collegamento” tra il minisvincolo di Dervio della Superstrada 36 e la Provinciale 72, che rientra nei programmi della Provincia di Lecco e che abbiamo diffusamente approfondito sul numero di aprile 2007 del periodico comunale DervioInforma. Tale opera, pur considerata importante per la riduzione del traffico veicolare dal centro del paese da e per il suddetto minisvincolo, richiede particolare cautela nella fase di progettazione per quanto attiene la scelta di inserimento ambientale del tracciato prescelto. A tale fine, a più riprese, l’Amministrazione Comunale ha invitato la Provincia a presentare uno studio di fattibilità che individuasse i possibili tracciati onde verificarne le criticità circa l’impatto ambientale ed il sistema viabilistico, e rendere più idonea per il territorio derviese la scelta della soluzione finale. A tutela degli interessi della collettività derviese si è anche costituito un comitato di cittadini per sensibilizzare i diversi organismi preposti alla scelta della soluzione progettuale finale. La Provincia, nell’estate del 2005, ha condiviso con il Comune di Dervio un percorso di verifica circa la scelta della soluzione progettuale, con la condivisione anche da parte del comitato di cittadini; per tale motivo la Provincia ha affidato alla Società TAU di Milano l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità volto ad individuare tutti i tracciati possibili dell’opera ed elencarne le criticità dal punto di vista ambientale e viabilistico. Viste le diverse soluzioni progettuali proposte dalla Provincia e valutate per ognuna le criticità dal punto di vista urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico, e ritenuto di dover esprimere un proprio parere, da inviare alla Provincia, circa la soluzione progettuale più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, si è espresso l’assenso alla soluzione progettuale contraddistinta dalla sigla A3 VAR con otto voti favorevoli del gruppo di maggioranza e due voti contrari del gruppo di minoranza Delphum, invitando la Provincia a tener debitamente conto di queste valutazioni. Il pronunciamento del Consiglio Comunale non rappresenta comunque una pregiudiziale all’eventuale rivisitazione della soluzione progettuale da parte della Provincia, con l’impegno a riportare in Consiglio l’espressione di un nuovo parere nel caso in cui la Provincia dovesse provvedere a nuovi approfondimenti delle soluzioni progettuali.

Il parere del gruppo di maggioranza Costruiamo Insieme

Dopo aver analizzato in modo approfondito le varie soluzioni che la Provincia, quale committente dell’opera, ha sviluppato, si ritiene che la scelta debba tenere conto innanzitutto dell’impatto ambientale: alcune soluzioni presentano un impatto eccessivo per la presenza di viadotti di notevole altezza e lunghezza che si renderebbero necessari per scavalcare la ferrovia o per collegare tratti di strada da costruire ex novo, visibili anche da lontano e ovviamente non mitigabili con interventi di inserimento ambientale, nonché di muraglioni di notevole altezza che arrecherebbero un impatto visivo ed un disturbo ad un numero notevole di abitazioni; diverse soluzioni determinano inoltre il danneggiamento e la compromissione di aree di territorio ancora integro, in quanto prevedono la realizzazione di tracciati completamente nuovi; alcune soluzioni sono inaccettabili tecnicamente perché presentano pendenze che superano gli standard tecnici previsti, costringendo ad allungarne i tracciati per mitigarne le pendenze e determinando così altre problematiche di impatto ambientale. La nostra scelta è caduta sullo studio di fattibilità contraddistinto dalla sigla A3VAR (quella in zona Casa Cantoniera, con l’interramento nell’abitato di Chiari e senza viadotti) per le seguenti motivazioni:
• l’utilizzo per gran parte del tracciato di una strada di cantiere già esistente, quindi con una minore occupazione di territorio rispetto alla costruzione di una nuova strada prevista da altre soluzioni progettuali;
• una minore invasività nei confronti delle abitazioni esistenti, considerato che tale soluzione prevede nel tratto di Chiari una galleria sotto l’attuale strada per evitare alle tre abitazioni adiacenti alla strada i disagi che avrebbe comportato l’attraversamento a raso, e non interferisce con nessuna altra abitazione come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• nessuna problematica di tipo tecnico relativa alle pendenze ed all’andamento del tracciato, come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• possibilità di mitigare l’inserimento ambientale, nelle parti più esposte, con un’apposita piantumazione da prevedere tra i tornanti previsti da questo tracciato, mentre ovviamente nessuna mitigazione ambientale è possibile per le soluzioni progettuali che prevedono viadotti;
• localizzazione della rotatoria di innesto in una zona dove è presente un numero inferiore di abitazioni già esistenti, e quindi minore disagio conseguente rispetto ad altre soluzioni;
• una distanza minima rispetto alle altre soluzioni per quanto riguarda il decentramento rispetto all’asse verticale del paese: in questa soluzione la rotatoria di innesto si discosta di circa 200 metri da quella proposta per altre soluzioni, una distanza quindi del tutto trascurabile per chi dovrà percorrere il peduncolo di collegamento;
• la necessità che tale opera serva non soltanto i Derviesi ma anche chi si deve spostare verso nord.
La soluzione scelta è quella che, anche secondo i tecnici incaricati per lo studio preliminare, presenta rispetto a tutte le altre soluzioni prospettate il minor livello di criticità per ognuno dei singoli criteri di valutazione che riguardano l’aspetto urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico. E’ inoltre l’unica per la quale sia stato possibile ridurre le criticità rispetto alla sua formulazione iniziale (prevedendo la galleria interrata a Chiari per non danneggiare le abitazioni vicine ed eliminando l’unico tratto inizialmente previsto su viadotto) mentre le altre soluzioni presentano criticità non superabili tecnicamente oppure superabili solo a prezzo di un peggioramento dell’impatto ambientale (ad esempio le pendenze eccessive si eliminano solo con allungamenti del tracciato che portano però ad una maggiore criticità ambientale per la necessità di costruire dei viadotti).

Il parere del gruppo di minoranza Delphum

Il gruppo di minoranza Delphum ha rimarcato come nell’ultima assemblea pubblica tenutasi a Dervio sulla questione “peduncolo” si sia fatto un passo indietro in termini di chiarezza espositiva rispetto alla riunione tenutasi a Lecco qualche mese prima alla presenza dei tecnici della Società T.A.U., e che la scelta progettuale sostenuta dalla maggioranza presenta diversi limiti quali la non centralità rispetto al nucleo del paese con conseguente minor utilizzo da parte dell’utenza formata da cittadini derviesi. Emerge quindi la preoccupazione di un’opera utile solo in caso di emergenza dovuta alla chiusura della galleria di Piazzo sulla S.S. 36 e non rispondente alle esigenze del paese; l’opera inoltre risulta molto impattante per quanto riguarda soprattutto la prevista rotatoria di raccordo con la S.P. 72. Anche il sottopasso in località Chiari presenta delle problematiche costruttive legate alla presenza di numerosi sottoservizi ed inoltre il tracciato prospettato quale possibile soluzione progettuale creerebbe problemi di innesto con l’esistente rotatoria del minisvincolo che andrebbe a questo punto riprogettata. Per tali motivi la scelta auspicata dal gruppo di minoranza, come più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, risulta quella denominata A1 (quella in zona Feldspato con sovrappasso o sottopasso alla ferrovia) che consentirebbe di collegare la zona nord del paese in via Diaz alla nuova rete viabilistica senza gravare, in termini di traffico, sul centro del paese. Tale soluzione inoltre risulta sostenuta da centinaia di cittadini derviesi che hanno sottoscritto una petizione in tal senso. In conclusione si invita la maggioranza a ponderare bene la scelta che si sta effettuando in quanto la stessa potrà segnare il futuro del paese.

 


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