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ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER IL PEDUNCOLO
DI COLLEGAMENTO TRA LA SUPERSTRADA E LA PROVINCIALE 72

Il “peduncolo” di collegamento tra lo svincolo della superstrada e la provinciale a lago ha riempito in questi mesi le pagine dei giornali con proposte e prese di posizione dei soggetti più diversi, e l’agenda degli amministratori locali con decine di riunioni che non hanno f inora sbloccato la situazione. L’opera ha la funzione di deviare dal centro paese il traff ico della superstrada 36 in uscita dallo svincolo, del quale è il logico completamento, ed è pertanto di competenza sovracomunale, stabilita da una convenzione tra più enti con diverse competenze: il f inanziamento è a carico del Ministero dei Lavori Pubblici, la progettazione compete alla Provincia di Lecco, l’ANAS deve appaltare i lavori e il Comune di Dervio ha solo dovuto recepire l’opera nel proprio strumento urbanistico. A disposizione ci sono 5 milioni di euro, derivanti sostanzialmente dalla Legge Valtellina e dai fondi per il rifacimento della galleria “Monte Piazzo” della superstrada. Per comprendere l’attuale situazione bisogna fare un po’ di cronistoria. Qualche anno fa la Provincia ha effettuato uno studio di fattibilità per confrontare diverse ipotesi, alcune delle quali sono poi state scartate per motivi tecnici (soprattutto le eccessive pendenze) che ne impediscono la realizzazione. Le soluzioni rimaste presentano un impatto ambientale più o meno accentuato, quasi sempre per la necessità di costruire imponenti viadotti o cavalcavia per superare la ferrovia. Non è mai stato possibile però verif icare questo impatto nel dettaglio in quanto nessuna delle soluzioni ipotizzate è stata poi sviluppata con un progetto, tranne quella tuttora inserita nel nuovo Piano di Governo del Territorio comunale con un tracciato quasi completamente in galleria, un minimo impatto ambientale ma un costo di 6,9 milioni rispetto ai 5 milioni previsti dalla convenzione, con una differenza che nessuno è in grado di f inanziare. La Provincia di Lecco ha poi effettuato un’ulteriore rivalutazione dei costi di questa soluzione, utilizzando il prezziario dell’ANAS, che ha fatto lievitare il preventivo a 9,2 milioni, ma è anche vero che proprio questi prezzi così alti determinano poi nelle gare d’appalto dei ribassi d’asta consistenti: nel recente appalto per la galleria “Monte Piazzo” è stato offerto ben il 47,8% di ribasso. Se, come invano avevamo chiesto, i lavori del peduncolo fossero stati accorpati a quelli della “Monte Piazzo”, col 47,8% di ribasso il costo della strada sarebbe stato di 4,8 milioni, i 5 milioni disponibili nella convenzione sarebbero bastati e a breve ci saremmo trovati il peduncolo costruito in galleria. Ma così non è stato, per decisione degli enti superiori, anche perchè inizialmente la nuova Amministrazione Provinciale aveva tolto il peduncolo dai propri programmi. Ora la Provincia ci propone un’ipotesi a costi inferiori ma con un impatto tutto da verif icare. E’ per questo che, d’accordo con tutti i gruppi presenti in Consiglio Comunale, vogliamo approfondire questa soluzione e verif icarne ogni possibile miglioramento a livello ambientale, con la responsabilità condivisa di ricercare una soluzione che salvaguardi il nostro territorio. La soluzione proposta dalla Provincia prevederebbe l’allargamento della strada di cantiere esistente fino alla linea ferroviaria, superata con un viadotto lungo 70 metri a 5 campate posizionato a picco sul lago in prossimità della casa cantoniera: non essendo mai stata verif icata a livello progettuale non si può comprendere con chiarezza quale impatto ambientale possa avere un’opera così imponente. Avevamo proposto già tempo fa alla Provincia di valutare il progetto con un rendering (cioè una simulazione al computer che lo inquadri rispetto al territorio circostante): la Provincia vi ha però rinunciato per mancanza di fondi e allora il Comune di Dervio ha proposto di accollarsi l’onere di questa valutazione, che riteniamo davvero necessaria visto che l’opera ricade sul nostro territorio. Abbiamo quindi contattato l’ingegner Arturo Montanelli, membro della commissione del Ministero dell’Ambiente per la valutazione dell’impatto ambientale di alcune strade e autostrade di interesse nazionale, e consulente nella progettazione di diverse nuove strade lombarde. In piena collaborazione coi tecnici della Provincia, l’ing. Montanelli avrà il compito di costruire un modello informatizzato per la valutazione ambientale della strada, utilizzando dati già in possesso della Provincia ma che non sono stati f inora utilizzati. Proprio per questo prevediamo che i tempi possano essere circoscritti ad alcune settimane. Questo lavoro dovrebbe permettere di valutare l’inserimento di questa o altre soluzioni, e di individuare eventuali modif iche che possano migliorare il risultato finale in termini di impatto sul territorio, effettuando una stima dei costi con gli stessi criteri utilizzati finora dalla Provincia. Il Comune di Dervio si è quindi posto l’obiettivo di chiudere questa annosa questione, facendosi promotore in modo responsabile presso gli enti superiori di un approfondimento delle soluzioni che salvaguardino quanto più possibile il nostro territorio.

IL PARERE DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL PEDUNCOLO

Nella seduta del 5 luglio 2008 il Consiglio Comunale ha espresso il proprio parere sullo studio di fattibilità delle soluzioni progettuali per la realizzazione del cosiddetto “peduncolo di collegamento” tra il minisvincolo di Dervio della Superstrada 36 e la Provinciale 72, che rientra nei programmi della Provincia di Lecco e che abbiamo diffusamente approfondito sul numero di aprile 2007 del periodico comunale DervioInforma. Tale opera, pur considerata importante per la riduzione del traffico veicolare dal centro del paese da e per il suddetto minisvincolo, richiede particolare cautela nella fase di progettazione per quanto attiene la scelta di inserimento ambientale del tracciato prescelto. A tale fine, a più riprese, l’Amministrazione Comunale ha invitato la Provincia a presentare uno studio di fattibilità che individuasse i possibili tracciati onde verificarne le criticità circa l’impatto ambientale ed il sistema viabilistico, e rendere più idonea per il territorio derviese la scelta della soluzione finale. A tutela degli interessi della collettività derviese si è anche costituito un comitato di cittadini per sensibilizzare i diversi organismi preposti alla scelta della soluzione progettuale finale. La Provincia, nell’estate del 2005, ha condiviso con il Comune di Dervio un percorso di verifica circa la scelta della soluzione progettuale, con la condivisione anche da parte del comitato di cittadini; per tale motivo la Provincia ha affidato alla Società TAU di Milano l’incarico per la redazione di uno studio di fattibilità volto ad individuare tutti i tracciati possibili dell’opera ed elencarne le criticità dal punto di vista ambientale e viabilistico. Viste le diverse soluzioni progettuali proposte dalla Provincia e valutate per ognuna le criticità dal punto di vista urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico, e ritenuto di dover esprimere un proprio parere, da inviare alla Provincia, circa la soluzione progettuale più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, si è espresso l’assenso alla soluzione progettuale contraddistinta dalla sigla A3 VAR con otto voti favorevoli del gruppo di maggioranza e due voti contrari del gruppo di minoranza Delphum, invitando la Provincia a tener debitamente conto di queste valutazioni. Il pronunciamento del Consiglio Comunale non rappresenta comunque una pregiudiziale all’eventuale rivisitazione della soluzione progettuale da parte della Provincia, con l’impegno a riportare in Consiglio l’espressione di un nuovo parere nel caso in cui la Provincia dovesse provvedere a nuovi approfondimenti delle soluzioni progettuali.

Il parere del gruppo di maggioranza Costruiamo Insieme

Dopo aver analizzato in modo approfondito le varie soluzioni che la Provincia, quale committente dell’opera, ha sviluppato, si ritiene che la scelta debba tenere conto innanzitutto dell’impatto ambientale: alcune soluzioni presentano un impatto eccessivo per la presenza di viadotti di notevole altezza e lunghezza che si renderebbero necessari per scavalcare la ferrovia o per collegare tratti di strada da costruire ex novo, visibili anche da lontano e ovviamente non mitigabili con interventi di inserimento ambientale, nonché di muraglioni di notevole altezza che arrecherebbero un impatto visivo ed un disturbo ad un numero notevole di abitazioni; diverse soluzioni determinano inoltre il danneggiamento e la compromissione di aree di territorio ancora integro, in quanto prevedono la realizzazione di tracciati completamente nuovi; alcune soluzioni sono inaccettabili tecnicamente perché presentano pendenze che superano gli standard tecnici previsti, costringendo ad allungarne i tracciati per mitigarne le pendenze e determinando così altre problematiche di impatto ambientale. La nostra scelta è caduta sullo studio di fattibilità contraddistinto dalla sigla A3VAR (quella in zona Casa Cantoniera, con l’interramento nell’abitato di Chiari e senza viadotti) per le seguenti motivazioni:
• l’utilizzo per gran parte del tracciato di una strada di cantiere già esistente, quindi con una minore occupazione di territorio rispetto alla costruzione di una nuova strada prevista da altre soluzioni progettuali;
• una minore invasività nei confronti delle abitazioni esistenti, considerato che tale soluzione prevede nel tratto di Chiari una galleria sotto l’attuale strada per evitare alle tre abitazioni adiacenti alla strada i disagi che avrebbe comportato l’attraversamento a raso, e non interferisce con nessuna altra abitazione come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• nessuna problematica di tipo tecnico relativa alle pendenze ed all’andamento del tracciato, come invece è previsto dalle altre soluzioni;
• possibilità di mitigare l’inserimento ambientale, nelle parti più esposte, con un’apposita piantumazione da prevedere tra i tornanti previsti da questo tracciato, mentre ovviamente nessuna mitigazione ambientale è possibile per le soluzioni progettuali che prevedono viadotti;
• localizzazione della rotatoria di innesto in una zona dove è presente un numero inferiore di abitazioni già esistenti, e quindi minore disagio conseguente rispetto ad altre soluzioni;
• una distanza minima rispetto alle altre soluzioni per quanto riguarda il decentramento rispetto all’asse verticale del paese: in questa soluzione la rotatoria di innesto si discosta di circa 200 metri da quella proposta per altre soluzioni, una distanza quindi del tutto trascurabile per chi dovrà percorrere il peduncolo di collegamento;
• la necessità che tale opera serva non soltanto i Derviesi ma anche chi si deve spostare verso nord.
La soluzione scelta è quella che, anche secondo i tecnici incaricati per lo studio preliminare, presenta rispetto a tutte le altre soluzioni prospettate il minor livello di criticità per ognuno dei singoli criteri di valutazione che riguardano l’aspetto urbanistico, tecnico, funzionale e di impatto paesaggistico. E’ inoltre l’unica per la quale sia stato possibile ridurre le criticità rispetto alla sua formulazione iniziale (prevedendo la galleria interrata a Chiari per non danneggiare le abitazioni vicine ed eliminando l’unico tratto inizialmente previsto su viadotto) mentre le altre soluzioni presentano criticità non superabili tecnicamente oppure superabili solo a prezzo di un peggioramento dell’impatto ambientale (ad esempio le pendenze eccessive si eliminano solo con allungamenti del tracciato che portano però ad una maggiore criticità ambientale per la necessità di costruire dei viadotti).

Il parere del gruppo di minoranza Delphum

Il gruppo di minoranza Delphum ha rimarcato come nell’ultima assemblea pubblica tenutasi a Dervio sulla questione “peduncolo” si sia fatto un passo indietro in termini di chiarezza espositiva rispetto alla riunione tenutasi a Lecco qualche mese prima alla presenza dei tecnici della Società T.A.U., e che la scelta progettuale sostenuta dalla maggioranza presenta diversi limiti quali la non centralità rispetto al nucleo del paese con conseguente minor utilizzo da parte dell’utenza formata da cittadini derviesi. Emerge quindi la preoccupazione di un’opera utile solo in caso di emergenza dovuta alla chiusura della galleria di Piazzo sulla S.S. 36 e non rispondente alle esigenze del paese; l’opera inoltre risulta molto impattante per quanto riguarda soprattutto la prevista rotatoria di raccordo con la S.P. 72. Anche il sottopasso in località Chiari presenta delle problematiche costruttive legate alla presenza di numerosi sottoservizi ed inoltre il tracciato prospettato quale possibile soluzione progettuale creerebbe problemi di innesto con l’esistente rotatoria del minisvincolo che andrebbe a questo punto riprogettata. Per tali motivi la scelta auspicata dal gruppo di minoranza, come più idonea a soddisfare gli interessi della collettività derviese, risulta quella denominata A1 (quella in zona Feldspato con sovrappasso o sottopasso alla ferrovia) che consentirebbe di collegare la zona nord del paese in via Diaz alla nuova rete viabilistica senza gravare, in termini di traffico, sul centro del paese. Tale soluzione inoltre risulta sostenuta da centinaia di cittadini derviesi che hanno sottoscritto una petizione in tal senso. In conclusione si invita la maggioranza a ponderare bene la scelta che si sta effettuando in quanto la stessa potrà segnare il futuro del paese.

 


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