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Festival Internazionale
Cinema d'Animazione e Fumetto - Dervio

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festival / 2006 /

Mister Linea piange: il Cava non c’è più

Osvaldo Cavandoli ci ha lasciati


L'addio della Linea ad Osvaldo Cavandoli
Capita a Milano in alcuni giorni di sole che l’ombra dell’antenna della Rai arrivi a lambire via Prina come una meridiana. La linea d’ombra segna la strada dove un autore geniale – Osvaldo Cavandoli - ha creato un’altra linea, quella che sullo schermo si muove per raccontare brevi storie intriganti e curiose.
“Ho cominciato a diciotto anni…” raccontava l’Osvaldo seduto al tavolo dello studio laboratorio, all’interno del cortile di una casa d’epoca tra via Canonica e corso Sempione. Diciott’anni prima, a Maderno sul Garda, aveva regalato a babbo e mamma un capodanno animato, esibendosi il 1° gennaio 1920 nella sua prima performance: la nascita. Nel ’22 era già a Milano, conquistandosi la qualifica di cittadino ambrosiano, convalidata nel 1990 dal prestigioso Ambrogino d’oro del Comune.
Disegno e manualità erano le sue inesauribili risorse. Dal 1936 al 1940 disegnatore tecnico all’Alfa Romeo, durante la guerra aveva collaborato con una celebre cartoleria milanese, poi con Nino e Toni Pagot a costruire “I fratelli Dinamite”, un film eccezionale per la modernità, le stravaganze, l’intelligenza surreale. Seguì la laboriosa e stupenda parentesi nel cinema a pupazzi pubblicitario, dove emergeva la sua poliedrica abilità di creativo nel modellare con maestria un universo lillipuziano di pupazzi ricchi di espressività: Pinocchio, Geppetto, Cappuccetto Rosso, il lupo, i personaggi tipici del western…
Con l’avvento della televisione la pubblicità a pupazzi declinò fino a sparire, ma Cavandoli non perse la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, di semplice, senza scenografie, guardando all’essenziale: una mano, con una matita pronta a tracciare una linea ininterrotta e a disegnare i contorni del protagonista, dei personaggi e delle situazioni più o meno gradevoli in cui si trova coinvolto suo malgrado.
La linea esordì nel 1969 e si affermò nello storico teatrino Rai di Carosello. Restò sulla cresta del successo fino al ‘77, sponsorizzato da una nota pentola a pressione. Fu questo rapporto pubblicitario a impedire in Italia la diffusione del personaggio nella fiction, malgrado critica e pubblico concordi apprezzassero l’originalità dei continui incidenti di percorso voluti dalla mano del creatore, tanto simili agli scherzi che ci riserva la vita. Essenziale anche l’apporto del sonoro, grazie a Carlo Bonomi, virtuoso delle corde vocali: in grado di realizzare un cocktail di espressioni lombarde e fonemi incomprensibili per l’inimitabile vocina della Linea.
I premi della critica vinti a Zagabria nel 1972 e ad Annecy nel 1973, hanno regalato a Mister Linea e al suo creatore celebrità e simpatia in tutto il mondo, ma gli è stata negata la libertà di esibirsi come avrebbe meritato nel Paese dov’è nato. Le brevi serie realizzate dagli anni ’70 ai ‘90, sono passate nelle reti televisive di Europa, Israele, Sudafrica, Giappone, Usa, Canada, Sudamerica e Australia, non in Italia, dove solo recentemente alcune pay Tv l’hanno ospitato.
Sabato 3 marzo 2007, nella prime ore di un giorno triste, Osvaldo Cavandoli ci ha lasciati soli, a rimpiangere con profondo dolore il suo sorriso, la sua simpatia.
Ciao Osvaldo, amico e maestro indimenticabile.

Massimo Maisetti
con gli amici dell’Istituto per lo Studio e la diffusione del Cinema di Animazione – ISCA



Sono molto addolorata per la scomparsa di Osvaldo, mi mancherà tantissimo lui e la sua allegra ironia. Mi ha insegnato che si può essere giovani anche a 80 anni. Con lui ho imparato che l'amicizia non conosce età. Il suo entusiasmo è stato una lezione di vita. E' stato invitato varie volte nelle scuole in cui ho insegnato. Con alcune classi ha realizzato anche piccole animazioni.
Amava stare con i giovani che affascinava con la sua sorprendente creatività. Quando ho organizzato la sua mostra a Dervio, mi ha proposto di esporre il suo primo libro a vignette realizzato durante l'ultima guerra, che non era mai stato esposto in pubblico. Lo teneva come un oggetto prezioso in un baule nel suo studio e mi ha stupito per tanta generosità.
Lo ricorderò sempre con tanto affetto.

Maria Teresa Caburosso



Anche l’Amministrazione Comunale di Dervio vuole ricordare l’amico Osvaldo Cavandoli che ci ha improvvisamente lasciato. Da gran professionista del mondo dell’animazione quale è stato, ci avevano positivamente impressionato il suo entusiasmo e la sua disponibilità a sostenere il neonato Festival di Dervio, nel 1999, del quale è stato il primo presidente, onorandoci della presenza della sua creatura, la Linea, quale primo testimonial della nostra manifestazione, con quell’inconfondibile tratto che oltre ad essere stato presentato in un’interessante mostra faceva capolino qua e là lungo tutto il paese. Tanti ragazzi delle scuole di Dervio e dei paesi vicini hanno potuto seguire i suoi stages didattici con i quali ha saputo insegnare i segreti dei fumetti, ed è tornato a trovarci molte altre volte con i suoi preziosi suggerimenti e la coinvolgente simpatia che sapeva trasmettere, e che vogliamo ricordare in questo triste momento.

l’Amministrazione Comunale di Dervio

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