Festival Internazionale
Cinema d'Animazione e Fumetto - Dervio
Progettata all'insegna del divertimento, l'esposizione raccoglie le vignette, le strisce e le tavole, spesso inedite, nelle quali gli autori della casa editrice di Sergio Bonelli si divertono a ironizzare sulle proprie creature di carta, mettendone in evidenza vezzi, tic e luoghi comuni, o coinvolgendole in situazioni burlesche, surreali, talvolta addirittura demenziali.
I monelli di Casa Bonelli (di Graziano Frediani)
È dura la vita, per gli Eroi dei fumetti. Impegnati come sono ad aiutare
i deboli, raddrizzare i torti, scongiurare le macchinazioni dei Cattivi,
vivono sempre sotto pressione, prigionieri di un duro mestiere che li costringe
a prendersi dannatamente sul serio. Così, spesso tocca ai comprimari il compito
di alleggerire i toni e rallegrare i lettori, oltre che gli Eroi stessi,
con una battuta di spirito o una gag umoristica. In quasi sessant’anni di
attività, la Casa editrice di Sergio Bonelli ha presentato in edicola decine
di personaggi nati sotto il segno dell’Avventura, grazie alla fantasia di
centinaia di sceneggiatori, soggettisti e disegnatori, cui spetta il non
facile compito di congegnare trame emozionanti, cariche di tensione e di
drammatici colpi di scena. Al loro fianco, come da copione, non mancano mai
quei buffi compagni che, non a caso, vengono anche definiti con un termine
comunemente usato in ambito teatrale, ovvero spalle: si va dal manesco
gorilla Serafino al tondeggiante Cico, dal funereo Gufo Triste al segaligno
Semedimela, dal baffuto Frankie Bellevan allo stralunato Groucho, ma potremmo
citarne moltissimi altri, messi rispettivamente al servizio di Furio, Zagor,
Comandante Mark, Gordon Jim, Piccolo Ranger, Dylan Dog. Stavolta, però, non
vogliamo puntare i riflettori sui momenti rilassanti regalati dalle spalle
comiche. Quel che ci interessa è, invece, parlare di quando a staccare la
spina, a sorridere e a far sorridere, sono gli stessi primi attori. Nelle tavole
e nelle vignette edite e inedite, poco note o, per la maggior parte, realizzate
appositamente che compongono questo libro-catalogo le cui pagine appaiono in mostra a Dervio, i più popolari Eroi bonelliani si prendono la libertà di riposarsi dalle fatiche dell’eterna
Avventura e di giocare con se stessi. E i loro autori, Sergio Bonelli primo
fra tutti, si divertono a ironizzare sulle proprie creature, mettendone in
evidenza vezzi, tic e luoghi comuni, o coinvolgendole in situazioni burlesche,
surreali, talvolta addirittura demenziali, in attesa di farle tornare sugli
abituali campi di battaglia, ad aiutare i deboli, raddrizzare i torti,
scongiurare le macchinazioni dei Cattivi...
Non meravigliatevi, dunque, se vedrete Tex Willer prendere
una sonora botta in testa da parte di Lilyth, armata di mattarello come le
classiche mogli delle barzellette, e poi chiacchierare disinvoltamente con
un improbabile uccello parlante (il Dodo, cui era intitolata la rivista per
ragazzi che ospitò quel fulminante siparietto), o se scoprirete una versione
in stile cartoon di Ken Parker, ideata e sceneggiata da uno dei suoi creatori,
Giancarlo Berardi, in abbinamento con l’inconfondibile pennello di Giorgio
Cavazzano. Per non parlare di Gea che sfodera la sua spada contro i mostri
che, per una volta, non infestano la Terra ma la Redazione bonelliana, del
tenebroso Dampyr trasformato in un tenero dampyrello, o della grintosa
Legs Weaver, bonariamente parodiata da una prestigiosa guest-star, Leo
Ortolani, sulle pagine di un albo dove i tre papà di Legs, Antonio Serra,
Michele Medda e Bepi Vigna, rendevano omaggio al Fumetto e ai suoi generi...
Presentazione della mostra (di Sergio Bonelli)
Non ricordo con esattezza in quale occasione Oreste del Buono usò per la
prima volta una parola da lui stesso coniata, “bonellanza”, per indicare
lo spirito che anima sia tutte le collane della nostra Casa editrice, sia
tutti coloro che ne fanno parte (dall’editore al soggettista, dal letterista
al disegnatore); il termine era un chiaro omaggio al creatore di Tex, mio
padre Gianluigi Bonelli, che, nel lontanissimo 1941, aveva preso le redini
di un settimanale per ragazzi dalla vita travagliata (l’Audace), rinnovandone
la formula e trasformandolo in una pubblicazione di successo.
Per “bonellanza”, Oreste del Buono intendeva, inoltre, quella sorta di complicità
che spinge i lettori ad accettare di buon grado anche le eventuali divagazioni
dalle tematiche avventurose che da sempre costituiscono il marchio della
nostra produzione. Proprio tale complicità ci ha permesso di rivisitare o,
se volete, di smitizzare, quegli eroici personaggi, apparentemente intoccabili,
che avevamo costruito attraverso pagine e pagine di vicende realistiche e
drammatiche. Io stesso, da tutti riconosciuto come il più severo custode
dell’immagine tradizionale di Tex, mi sono proposto come apripista. Nel 1991,
su sollecitazione del gruppo di umoristi che dà vita alle agende-diario Smemoranda,
accettai con entusiasmo di proporre una sequenza-lampo di Aquila della Notte
resa particolarmente trasgressiva e scioccante anche dal segno grafico, che
portava la firma di Galep, alias Aurelio Galleppini, il disegnatore cui si
dovevano le più emozionanti e seriose imprese dell’amatissimo eroe.
Da quel giorno, altri collaboratori-amici si sono divertiti a ideare strisce,
tavole e vignette affettuosamente autoironiche, liberando, una volta tanto,
i loro personaggi e i loro lettori dalla cappa di tensione che da sempre
avvolge le vicende d’azione, a qualunque genere appartengano. I risultati
sono ora raccolti in questa galleria, che, sinceramente, non oso definire
”mostra”, a testimonianza di una voglia di giocare, di scherzare, di sorridere
di tutto (e anche di se stessi), che fortunatamente fa parte dello spirito
della nostra Casa editrice.

Inaugurazione mostra sabato 16 luglio - ore 18.30
Orari di apertura dal 16 luglio al 21 agosto
Venerdì 21.00 - 23.00
Sabato 10.00 - 12.00 e 21.00 - 23.00
Domenica 10.00 - 12.00 e 17.00 - 19.00

Elenco delle voci della sezione Festival 2005
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